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Vino strettamente legato al territorio, fin dalla prima vendemmia. Un barocco più semplice, più raffinato ed equilibrato, ma pur sempre un Barocco.
Si tratta di un Sigillo notarile del fine '800 appartenuto a Francesco De Stefano antenato e fautore della coltivazione dell'uva da mosto. Il Sigillo è anche il "punto" ad una crescita qualitativa dei vini, che porta di fatto l'azienda a slanciarsi sui mercati internazionali.
La riserva personale, le prime tre botticelle di famiglia, furono la base per la prima annata del 3 Carati. Il carato, seme del carrubbo, nel numero di tre raggiungeva quasi il peso medio dell'acino del Nero d'Avola, uva usata per la produzione di questo piacevolissimo rosso.
Veronelli scrisse, riferendosi alle Vigne d'oro, che Avide aveva fatto con l'insolia quello che l'arte barocca aveva fatto con la pietra grezza. Era il 1993, da allora a differenza del nome, l'impegno e la cura sono state sempre le stesse con risultati molto interessanti. L'uva insolia maturava al sole, adorava le vigne, e rifletteva i raggi del caldo sole siciliano.
Vino Lidiae è la sorella ed è anche la moglie: due persone fondamentali per l'azienda e per me, il dittongo alla latina ne identifica due, così come le due sagome in etichetta.
Circa 600 alberi di ulivo più che secolari per la produzione di olive Tonda Iblea. Raccolta manuale e processo di molitura a freddo ed unicamente con processi meccanici.
Una raffinata edizione limitata di sole 297 bottiglie numerate. Una piccolissima produzione di pregio frutto di una estrema selezione delle uve in vigna. Il degorgiamento tardivo ha conferito a questo metodo classico una straordinaria complessità organolettica.
Un rosé millesimato di notevole finezza. Un metodo classico, da uve Pinot Nero coltivate in alta collina, che sintetizza nel calice lo stile di Donnafugata.
Un Cerasuolo di Vittoria raffinato, dall'anima floreale, proveniente dalle terre del Barocco, tra l'altopiano Ibleo e il mare.