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Il Grillo, dal chicco grosso e di colore giallo dorato, buccia spessa e consistente, è uno dei vitigni simbolo della viticoltura siciliana.
Fiordispina rappresenta una sfida: dimostrare che è possibile, con grandi uve, ottenere un rosato fresco e piacevole. Interpretazione originale del Perricone, vitigno versatile quasi dimenticato, da riscoprire, vera espressione di una Sicilia del vino nuova e diversa.
Oggi è il simbolo di una nuova personalità della viticoltura dell’isola, nonché considerato un vero e proprio vitigno- reliquia: il Perricone a cui è stato dato grande slancio col rinascimento della Sicilia enologica, si impone con nuove interessanti interpretazioni.
Il Syrah è un vitigno a bacca nera diffuso in tutto il mondo, tra i dieci più diffusi e coltivati, ma è proprio la Sicilia oggi a vantarne la maggior superficie vitata. Una leggenda narra che derivi invece da Siracusa, legando il termine all’antica città di Aretusa.
Il Lucido, noto anche come Catarratto, il cui nome significa “abbondanza”, è tra i migliori vini pregiati Siciliani.
Dalle uve di un antico vitigno autoctono siciliano, recuperato e reinterpretato da Assuli. Elegante ed armonioso, intenso e deciso, particolare e seducente, è un vino dall’irripetibile carattere.
Il Nero d’Avola, re dei vitigni a bacca rossa della Sicilia grazie alle sue doti di eleganza, sontuosità e carattere. Con l’affinamento in legno il bouquet si arricchisce di profumi più complessi ed eterei.
In una zona delimitata, 3 appezzamenti su 3 diverse esposizioni, in cui è piantato solo Nero d’Avola, l’età media delle viti è di circa 30 anni. Solo da queste uve nasce un vino raffinato come il Cru Besi, potente ed elegante.
I frutti del grembo e la terra
risplende in ogni stagione.
Per loro i profumi assolati
dei figli di un unico amore.
Lontane radici di un tempo
legate a romane memorie.
Per mille profumi d’arancio
colori di un tempo vissuto.
L’attesa di aromi festosi,
essenza di fiori gustosi.
Poi d’oro dipinge la notte che
a lungo si riempie di frutti.
Dal mare conquiste di dune
or netto e poi raggio di luce.
Nei muschi l’agrume riecheggia
nei sensi imprime l’essenza.
Nei gesti già grava la voglia.
Sentire, parlare e poi amare.
Attesa del tempo più lieto,
aspetto e vedo i suoi frutti.
Intorno la quiete si muove,
natura di bacche e di mare.
Arriva il momento di luce,
profuma, mi inebria e permane.
La forza racconta tensione
avanza rubino il colore.
Profumi maturi e speziati
si insinuano in corpi palati.
Avanza e mostra poi fiera
la grazia che scorre leggera.