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Un vino spumante dolce da uve di Moscato Bianco, storico vitigno siciliano ricco di storia, profumi e tradizioni.
Le uve provengono dalla tenuta di Salemi ad un’altitudine di circa 170 metri s.l.m., da un terreno con struttura marnosa/gessosa.
Il Saint Germain è lo spumante brut di Firriato che nasce dall’incontro tra il Catarratto e il Grillo. Queste due varietà autoctone a bacca bianca hanno contribuito al successo enologico della Sicilia consentendole di imporsi nel panorama vinicolo mondiale di qualità.
Un metodo classico di montagna, da vigneti di Pinot Nero e Chardonnay che si trovano a 700 metri sul livello del mare.
Un saper fare artigianale, il Terre della Baronia Gran Cuvée è il risultato della sapiente unione di selezionati cloni aziendali di Chardonnay e di Inzolia.
Uno spumante dove emerge la forza dell’Inzolia, la sua mediterraneità e la sua capacità di evolvere in modo così interessante nel tempo, integrata dall’estrema raffinatezza dello Chardonnay Milazzo.
Metodo Classico di grande qualità, non solo grazie alle specifiche caratteristiche del clima di Campobello che porta ad una maturazione piena delle selezioni scelte, capaci di preservare freschezza, eleganza e vena aromatica.
Un’espressione "mediterranea" che si manifesta con uno stile nelle scelte enologiche e dicantina tutte tese a preservare e valorizzare l'espressione territoriale.
Dai vigneti che sorgono sulle colline tra Vita e Salemi, con esposizione Nord-Ovest, terroir ideale per il Catarratto, vitigno autoctono della provincia di Trapani. Le uve vengono raccolte e selezionate in cassetta, durante la prima fase di maturazione. La rifermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale a basse temperature, grazie ad una lunga permanenza sui lieviti, di oltre 20 mesi, rende questo spumante un vino di grande personalità esaltando le note varietali tipiche del vitigno autoctono.
Palmarès, termine di origine latina che, con il significato di “degno della vittoria “, sta a indicare l’eccellenza di questo spumante, ennesima espressione di quel tesoro che sono le uve Grillo coltivate in un vigneto che coniuga, da un lato, le peculiarità di un terroir come quello della Riserva Naturale del WWF da cui prende il nome l’azienda, e dall’altro, l’influenza del mare e delle sue brezze iodate.