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È l'idea di vino bianco siciliano di pronta beva per Alcesti. Hèila bianco è un blend fresco, fantastico per accompagnare gli aperitivi, un vino che esalta il calore, mitigato dai venti, tipico di alcune zone marsalesi.
Portato in Sicilia dai fenici, le uve dello Zibibbo offrono grande mineralità, freschezza e piacevolezza. Raccolte manualmente in piccole cassette, vengono diraspate e pressate in modo soffice.
Antico vitigno autoctono, tipico della zona occidentale della Sicilia, il Catarratto biologico offre una piacevole freschezza accompagnata da ampie sensazioni fruttate e sentori agrumati, tipici di questo vitigno.
Anche se non autoctone le uve di Chardonnay con quelle di Grillo rappresentano al meglio le caratteristiche del vino siciliano. Un blend che ha permesso ad Alcesti di ottenere un vino di grande eleganza e struttura. Massima attenzione durante la raccolta e la vinificazione che segue processi tradizionali
È l'idea di Alcesti di vino bianco siciliano di pronta beva. Isola dei Profumi bianco è un blend fresco, fantastico per accompagnare gli aperitivi, un vino che esalta il calore, mitigato dai venti, tipico di alcune zone marsalesi.
Di origini siciliane, tipiche delle zone dell’entroterra collinare, le uve del Nero d’Avola esprimono tutta la siclianità di un territorio. Raccolte manualmente in piccole cassette, vengono diraspate e macerate ad una temperatura controllata tra i 24 e 27°C
Considerato sapore antico, l'Anice Unico è tradizionalmente legato alla storia e alla cultura siciliana. Ancora oggi, nei chiostri di Palermo, viene utilizzato e denominato zammù, nome dalle origine arabe.
Catarratto bianco, coltivazione biodinamica, su terreno sabbioso a seicento metri di altitudine. Resa per ettaro quaranta quintali, età delle piante cinquanta anni. Raccolta manuale in piccole cassette a settembre.
Perricone vinificato in bianco, raccolta anticipata delle uve, fermentazione in vasche inox, pressatura soffice in torchio idraulico.
Vino spumante ottenuto dalla rifermentazione in bottiglia di una base di Catarratto con aggiunta del primo mosto della vendemmia successiva. Permanenza sui lieviti indigeni per 20 mesi prima della sboccatura.